• Silvia

Viva i calzini liberi

Alcune insegnanti della scuola dell’Infanzia, volendo regalare un mio piccolo libro ai bambini che a settembre entreranno alla Primaria, mi hanno chiesto un consiglio.

Mi è sembrato interessante proporre Il calzino a righe bianche e gialle illustrato da Martina Tonello nella collana Lilliput La spiga.

Il libro non parla di scuola.


Eppure.

Nel libro c’è Linda, una bambina che sta vivendo un grande cambiamento, il trasloco in una casa nuova. E che cos’è la scuola se non una seconda casa? E come deve essere per un bambino “traslocare” in un’altra scuola? Linda ad esempio la prima notte nella nuova casa non riesce a dormire.

Nel libro la bambina deve stare in casa e non può uscire perché il papà è impegnato con gli scatoloni e non può portarla fuori a conoscere il posto. Senza calcare la mano né drammatizzare, questa piccola storia può riallacciarsi all’esperienza che hanno fatto i bambini in questi mesi durante i quali non potevano stare all’aperto.

Nel libro la bambina, mentre è sul terrazzo, compie un piccolo gesto magico. Esprime un desiderio che non viene detto. Tuttavia questo desiderio si compie dal momento che un calzino cade giù e inizia a esplorare il quartiere al suo posto in cerca di un amico per lei.


Credo che, accompagnato dalle parole giuste delle proprie maestre e dei propri maestri, Il calzino a righe bianche e gialle possa funzionare come augurio e incoraggiamento per i bambini a scoprire cose nuove, guardare con interesse gli amici che incontreranno, aprire la porta a chi gli darà un benvenuto, sentirsi parte di qualcosa, misurarsi e decifrare le proprie emozioni, riconoscere senza paura la propria incertezza lasciandosi poi guidare dalla curiosità e dall’avventura.

Ai grandi potrà forse ricordare che il desiderio e l’immaginazione dei bambini, come il calzino che scende giù e scappa vai per esplorare, sono difficilmente imprigionabili. A patto di non soffocare il loro spazio d’invenzione con le nostre preoccupazioni.

Cerchiamo di non appesantire troppo il brutto finale di questo anno, i loro saluti azzoppati, le conclusioni incerte, le cerimonie saltate.

I bambini sono nuovi, nuove le loro esperienze. Impegniamoci perché stiano bene e sereni. Facciamo il lavoro che i grandi devono fare. Scatoloni, traslochi, tutto il lavoro pesante. Lasciamo invece loro un tempo leggero, non temiamo la noia, guardiamoli mentre si liberano dai calzini e stanno al sole, anche nello spazio risicato di un terrazzo. Se stiamo in ascolto, il loro desiderio di conoscere, incontrarsi, avventurarsi nelle cose nuove metterà in moto anche i nostri pensieri e forse troveremo qualche soluzione interessante.



Tre idee per giocare con Il calzino a righe bianche e gialle.


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La prima è quella di realizzare con i bambini un memory.

Basterà tagliare delle tessere di cartoncino bianco e disegnare a matita su ogni tessera un calzino. Insieme ai bambini coloreremo i calzini due a due, in modo da avere sempre una coppia di calzini uguali. Fatto il nostro mazzo di carte, potremo giocare a memory.

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La seconda è ispirata a questa pagina del libro dove il calzino diventa un gioco.

Occorre prendere un calzino che non usiamo più e infilarci dentro una pallina da tennis o di tessuto. Facciamo un nodo così che la pallina non fugga via. Volendo si possono anche cucire delle striscioline di stoffa all’estremità superiore del calzino. All’aperto giocheremo a lanciare e riprendere il nostro calzino-palla che attraverserà l’aria come una cometa!


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Un'idea per i bambini che si salutano alla fine della scuola dell'Infanzia potrebbe essere quella di suggerire di preparare con cura uno di questi giochi (il memory o il calzino-palla) per un compagno o una compagna di sezione.

Il girotondo di regali sarà il segno di qualcosa che li unisce e che resta.

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Tutti i calzini giocano a spaiarsi.

Tutti i calzini desiderano ritrovarsi.

Tutti i calzini amano la libertà.


Tutti i bambini hanno messo almeno una volta dei calzini spaiati.

Tutti i bambini hanno bisogno di un amico.

Tutti i bambini sono magici.

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